C'è qualcosa che non si spiega, qualcosa che sfugge alla logica e si insinua nei sussurri della notte. Isola del Liri, con la sua cascata spettacolare e il Castello Boncompagni Viscogliosi, sembra uscita da una fiaba. Ma le fiabe, si sa, nascondono sempre un lato oscuro. E qui, dietro le mura imponenti del castello, nel fragore delle acque che cadono, c'è chi giura di aver sentito voci, visto ombre, percepito presenze. Chi sono? Perché tornano? E, soprattutto, chi è Corrado?
Il Castello Boncompagni Viscogliosi domina Isola del Liri da secoli, un baluardo che ha visto guerre, nobili casate e la lenta trasformazione della città, ma dietro la sua imponenza, si nasconde una storia che si tramanda da generazioni, fatta di presenze invisibili e fenomeni inspiegabili.
Le prime avvisaglie arrivano alla fine degli anni Venti del Novecento, quando, dopo un restauro nelle stanze destinate ai figli del proprietario, per tutto un inverno accade qualcosa di strano: porte e finestre si aprono e si chiudono da sole, come spinte da una mano invisibile.
I bambini sono terrorizzati, rifiutano di dormire da soli, si prova a razionalizzare, a trovare una spiegazione logica, ma ogni tentativo fallisce, fino a che a Pasqua, si chiama il parroco per benedire il castello e, durante la cerimonia, mentre attraversa il Salone dei Diciotto Paesi, un brivido lo percorre.
Qualcosa lo spinge violentemente alle spalle, il prete cade, l'acqua santa si rovescia sul pavimento, poi, il silenzio. Da quel giorno, i fenomeni cessano.
O almeno così sembra.
Nel 1953, i sussurri tornano. Questa volta è la moglie del proprietario a sentirli: ombre fugaci si riflettono negli specchi, fruscii nell’aria, una voce che, ogni giorno alle cinque del pomeriggio, sussurra un nome: Corrado.
All’inizio pensa sia un operaio della vicina fabbrica tessile, ma nessuno con quel nome lavora lì, le presenze sembrano ossessionate da quel nome, poi, come anni prima, a Pasqua viene impartita un'altra benedizione e, di nuovo, il silenzio cala sul castello.
Ancora, negli anni Sessanta, due operai in due diverse parti del castello, sentono un urlo disumano lacerare la notte, un suono che non dimenticheranno mai.
Non si scoprirà mai la sua origine.
Poi c'è lei, la Dama Nera.
Qualcuno dice di averla vista camminare lungo i corridoi, una cameriera, dopo averla incontrata, sviene e cade rovinosamente dalle scale, riportando una commozione cerebrale, nessuno sa chi sia, forse un’eco di qualche nobildonna scomparsa nel castello, o forse solo un'ombra della mente.
Nel 1974, ancora qualcosa si muove. Una notte, il proprietario sente delle risate di bambini sotto il portico, sembra che si rincorrano, che giochino, ma fuori non c'è nessuno.
Gli stessi suoni si ripetono nel 1978, ancora bambini che corrono, ridono, svaniscono.
Poi, un dettaglio inquietante: in un vecchio libro si racconta dell'assalto francese al castello nel 1799 e nella storia si racconta che, durante l'attacco, una vetrata del portico andò in frantumi, e dietro di essa, bambini terrorizzati, che scappavano invocando le madri.
Alcuni non riuscirono a fuggire. Forse, quei passi che ancora si sentono non sono altro che il loro ultimo grido, intrappolato nel tempo.
L'ultimo evento documentato è del 1998. Il castello è in ristrutturazione, un operaio, mentre lavora al secondo piano, sente passi dietro di lui.
Si volta.
Nessuno.
Poi, un boato: vetri infranti nella sala accanto. Fuggito per il terrore, torna con il suo capo e trova le finestre con i vetri ridotti in frantumi, ma l'ambiente era chiuso, nessuno poteva essere entrato.
La storia non finisce qui, gli abitanti di Isola del Liri raccontano ancora episodi inspiegabili. Qualcuno è venuto con strumenti di rilevazione, registratori, telecamere a infrarossi. Hanno raccolto suoni inspiegabili, fluttuazioni di temperatura, immagini che sembrano ritrarre qualcosa che non dovrebbe esserci, ma nessuno ha trovato una spiegazione definitiva, nessuno ha potuto dire con certezza cosa si aggiri tra quelle mura.
Isola del Liri continua la sua vita sotto il fragore della cascata, tra turisti e storie sussurrate, ma chiunque abbia attraversato il ponte del castello, di notte, giura di aver sentito qualcosa. Un soffio. Un sussurro.
Un nome.
Corrado
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