Perchè la Lupa romana si trova rappresentata a Siena?

Perchè la Lupa romana si trova rappresentata a Siena?


La lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo è sicuramente il più importante simbolo della Roma antica e non solo, ma allora perché la lupa romana è compare nelle vie e nelle piazze della Città di Siena?



Chi ha avuto modo di passeggiare nella meravigliosa città di Siena avrà senza dubbio notato che, disseminate per le piazze del centro storico, ci sono delle sculture che ritraggono una lupa con due gemelli al seguito, ma non solo, la Lupa è anche una della diciassette contrade in cui la città è suddivisa.

Queste raffigurazioni sono in tutto identiche alla celebre Lupa, immortalata nell’atto di allattare Romolo e Remo, da sempre è simbolo di Roma e legata al mito della sua fondazione.

Esiste una leggenda risalente al XIII secolo, anche questa alla base della fondazione della città di Siena, che è strettamente connessa alla storia della Città Eterna.

Ma partiamo dall’inizio: la leggenda narra che Romolo e Remo, figli della vestale Rea Silvia e del dio Marte, vennero abbandonati sulle sponde del Tevere da Amulio, il re che aveva usurpato il trono a suo fratello Numitore, nonno dei gemelli.



I due fratelli sopravvissero grazie all’intervento della Lupa ed in seguito furono trovati da un pastore che li allevò come fossero suoi figli.

La leggenda continua con Romolo che uccide Remo durante la costruzione della nuova città di Roma e da questo punto inizia la storia della fondazione della città di Siena.

Remo aveva due figli, Senio e Aschio, che per timore di essere uccisi a loro volta dallo zio, fuggirono su due cavalli donati da Apollo e Diana, uno bianco e uno nero, puntando in direzione nord, verso l’Etruria, fino a che giunsero sulle rive del fiume Tressa.

Il territorio dove Senio e Aschio costruirono il primo accampamento, Castel Senio, al tempo era abitato da boscaioli e pastori, in seguito furono aggiunte tre fortificazioni sui tre colli sui quali ancora oggi sorge Siena, in modo da potersi difendere dagli attacchi dei sicari che sarebbero stati inviati da Roma.

Dopo aver aiutato il fratello nei vittoriosi combattimenti contro i romani che erano stati inviati da Romolo ed a seguito della formale resa dei delegati romani, Aschio lasciò il fratello e si spostò di una trentina di chilometri ad est, fondando la città di Asciano.

Nell’abbandonare Roma, Senio e Aschio avevano portato con loro la scultura della Lupa Capitolina, sottratta dal tempio di Apollo, la stessa lupa che al tempo aveva allattato proprio il padre e lo zio.

In omaggio ad Apollo e Diana, le divinità che aiutarono i fratelli nella fuga, furono compiuti due sacrifici: da uno, quello dedicato ad Apollo, si elevò fumo nero, dall’altro, dedicato a Diana, fumo bianco, esattamente i colori dei cavalli donati dai due dei ai ragazzi fuggitivi.

Da questa leggenda proviene la Balzana, lo scudo che ancora è l’emblema di Siena, mezzo bianco e mezzo nero.

Tra la Lupa di Roma e quella di Siena ci sono due piccole differenze: una è la posizione della testa, in quella di Roma è perpendicolare al corpo, mentre in quella senese, è girata verso i gemelli, inoltre se Aschio sembrerebbe ricevere il latte dalla Lupa, Senio, lo allontana decisamente, probabilmente un gesto di reazione verso la città che, secondo la leggenda, avrebbe ucciso il padre.



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