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Il Ponte della Morte a Padova

Il Ponte della Morte a Padova


Ponte della Morte, un nome così non può che alimentare l’immaginazione, infatti qualcuno sostiene di aver visto tre sagome scure nascoste sotto il ponte, altri di aver udito un cane abbaiare furiosamente, altri ancora di aver sentito un lungo rintocco lugubre provenire dal campanile della vicina chiesa, che però non ha campane di questa tonalità, ma c’è anche altro ed è terrificante




Tempo di lettura 2:30 minuti - Puoi anche ascoltar la storia dalla Voce dell'Alchimista, video in fondo al racconto

Questo piccolo lembo di strada sopra l'acqua fu costruito nel 1246, in quel tempo dietro all'abside di San Daniele, si estendeva un piccolo cimitero, al suo fianco, una casa tetra e squadrata, che aveva più le sembianze di una piccola fortezza.

Una casa veramente strana, una casa le cui le finestre rimanevano chiuse durante il giorno e la porta non si apriva mai più del necessario quando un passante incappucciato bussava. 

Una donna dagli abiti sgargianti la apriva lasciando entrare l'ospite, richiudendola in silenzio dopo essersi assicurata che nessuno da fuori rimanesse a guardare. 

Quella era una casa di tolleranza, che apriva le sue porte a chi cercasse un po' di svago, la risata di una donna, un po' di oblio agli affanni della vita di tutti i giorni, niente di più.

Ma perché ponte della morte? Ci sono diverse ipotesi sull’origine del nome.

La prima deriva dalla leggenda secondo la quale nei pressi del ponte c’era una casa abitata da loschi figuri che, con il calare delle tenebre, uscivano di casa per aggredire i passanti e derubarli o ucciderli.

Erano così ben organizzati e difesi nella loro casa che il Consiglio della Padovana Repubblica dovette assediarli con le truppe regolari, finalmente arrestati i briganti, vennero impiccati immediatamente sul ponte vicino e da qui il nome.

C’è un’altra ipotesi sull’origine del nome che collega il ponte ad un tragico fatto di cronaca che si dice essere accaduto nel 1422 quando il ponte, in origine di legno, sotto il peso della folla assiepata per una processione, crollò e molte persone morirono annegate.

Terza ipotesi, molto meno suggestiva delle altre e forse per questo la più plausibile, è che il “ponte della morte” si chiamasse così semplicemente perché costruito a ridosso dell’antico cimitero di San Daniele, sul retro dell’omonima chiesa, oggi non più esistente.

Quale sia la storia e quale la leggenda non lo sapremo mai ma facendo una passeggiata, magari la sera in autunno con un po’ di foschia a velare la visuale, si può percepire che il ponte racchiude un'aura sinistra e misteriosa.




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